martedì 17 maggio 2011

PENSA COSI'



La farfalla andò dal bruco e disse:
un giorno avrai anche tu
delle ali verdi rosse gialle e blu!
ed il bruco le rispose: mi accontento delle mie zampe rugose...
Il pavone ostentava le sue piume di cristallo...
disse al corv:o guarda quanto sono bello!
ed il corvo a bassa voce:
sarai bello ma io sono più veloce...

Ognuno ha qualcosa dentro di sè e basta cercarla
veder di
trovarla capire dov'è!
Ognuno ha qualcosa dentro di sè
e basta cercarla
vedere di
trovarla, capire dov'è.

Il leone ostacolava
il passaggio all'elefante e disse:
beh! non ti inchini sono il re!

Il gigante disse al re:
io mi inchino, però vivo più di te...
La formica alla cicala: canti sempre e poi fai,
son sicura questo inverno morirai!
La cicala a replicare:
io ho un concerto oggi e ti vorrei invitare...

Ognuno ha qualcosa dentro di sè e basta cercarla
veder di
trovarla capire dov'è!
Ognuno ha qualcosa dentro di sè e basta cercarla
vedere di
trovarna, capire dov'è...
Ognuno ha un talento
e ce l'hai anche tu,
anche se per ora le tue insicurezze
sfamano e accrescono le tristezze
di questa vita
che non ti vuole,
tanto domani c'è sempre il sole, pensa così!
Fai solamente quello che credi,
non ascoltare se non ti fidi,

nemmeno a me,
che non sono certo
niente di diverso rispetto anche a te!




Sul fiume a primavera



Il fiume di sera
è immobile e liscio;
i colori di maggio
si aprono tutti;
un'onda improvvisa
si porta via la luna;
e l'acqua di marea
arriva col suo carico di stelle.



(Yang-ti)

domenica 15 maggio 2011

L'AMORE


L’ AMORE HA TANTE FORME, TANTI COLORI,
HA IL VISO DI UN BAMBINO, E’ UNA TIGRE E UNA FARFALLA,
E’ LO SGUARDO SORNIONE DI UN ARTISTA DI STRADA,
L’ AMORE E’ NEL SOLE E NELLE RISATE,
L’ AMORE TI DA’ SEMPRE LA CARICA PER ANDARE AVANTI UN’INTERA SETTIMANA
E PER UN’ INTERA VITA,

L’ AMORE TI FA SORRIDERE
ANCHE QUANDO VORRESTI SBATTERE UN PUGNO SUL TAVOLO,

L’ AMORE, SE LO CERCHI AD OGNI COSTO, GIOCA A NASCONDINO,
E QUANDO TI SIEDI UN ATTIMO A RISPOSARE
ARRIVA COME UN FIUME IN PIENA PERCHE’ SA
CHE COSI’ E’ GIUSTO PER TE.


A NOI, STUPENDI GUERRIERI DELL’INFINITO,
NON CI RESTA CHE VIVERE  NEL PIENO AMORE,
E CRESCERE, E COMBATTERE IN NOME SUO,

ANCHE QUANDO LA NOSTRA LANCIA E’  TRASFORMATA IN UNO STURALAVANDINI,


ANCHE QUANDO LA  PAURA CI FA TREMARE LE GAMBE.


E UN GIORNO L’ AMORE CI DIRA’: “ VIENI VIA CON ME “

E ALLORA SAREMO PRONTI PER UN NUOVO VIAGGIO,
MERAVIGLIATI E COL CUORE PURO DI UN BAMBINO.

Simonetta

sabato 14 maggio 2011

PRANZETTO... ESTIVO



Che meraviglia il tempo pre-estivo!
Il clima è mite, piacevolmente caldo di giorno e freschino la sera.... ok, aggiudicato, scelgo questo!!
in cucina la voglia di sbizzarrirsi... allora io e Pippi ci siamo improvvisate Chef.

Ruota di antipasti (in senso orario):
  • pomodorini nature con basilico
  • crema di patate e tonno
  • fiore di ricotta alle erbe (rosmarino, lavanda, basilico, prezzemolo, timo, erba di san pietro)
  • broccoli bolliti
  • mini crostini alla crema di olive
  • carpaccio di mozzarella
  • parmigiano a cubetti
E voilà.... un pranzo sfizioso, rapido e colorato!

Con Amore
MammaNa

mercoledì 11 maggio 2011

GITA A CASTELLAR


Cosa c'è di meglio che partire una domenica in compagnia della Tribù??!

E così... plaid, panini e tovaglie accomodati nel baule, stipati tutti sul potente mezzo siamo partiti alla volta di Castellar.
E come si confà ad un'allegra brigata svagata... abbiamo anche sbagliato strada, allungando così la gita in una... decina di Km ( e che sarà mai in questo momento storico dove il carburante costa come l'oro??)

La compagnia si porta sul posto con tutte le intenzioni di lasciare a casa la routine e divertirsi!
Castellar è un paesino davvero accogliente, attrezzato e molto organizzato.

Il sole splende, la fontana del parco giochi è presa d'assalto da bimbi festosi e famiglie allegre.
In questi momenti ti chiedi come possa esistere il male, quando senti e percepisci armonia e serenità!
Terminato il pranzo al sacco fatto con tutta calma ed assaporato la buona compagnia, ci siamo incamminati per le vie del borgo fra artisti di strada e profumo di salsicce arrosto!

15 personaggi in cerca di serenità e divertimento...e siccome ce lo si leggeva in faccia, uno ad uno siamo stati chiamati a partecipare alla giornata dai vari artisti di strada.
Con entusiasmo bambino ci siamo prestati a diventare "gli zimbelli" delle scenette, noi genitori in balia degli artisti e i nostri bimbi a spanciarsi dalle risate!

Beh... un pomeriggio meraviglioso, una compagnia piena d'amore e di serenità, AMICI veri, quelli che conosci quando la vita ha deciso di farti un regalo!

Un grazie di cuore a MammaMi, MammaSi, MammaRo, Papino, Papielio, Papisalvio, e ai nostri splendidi bambini!

Grazie per aver contribuito ad innalzare le vibrazioni di questo pianeta, grazie per aver sparso intorno a voi i semi della Pace e dell'Amicizia.
Grazier per essere semplicemente Voi Stessi!

Un abbraccio di Luce
Om Shanti

MammaNa


venerdì 6 maggio 2011

La mia casetta - Lina Schwarz


La mia casetta ha due finestre sole,

ma fiorite che sembrano un giardino.
Ci sono tanti garofani e viole
e un po' di maggiorana e rosmarino.

E, dentro, è tutto lindo, tutto bello

e lustro, come sa lustrare la mamma.
Quando crepita allegra nel fornello
gode a specchiarsi anche la fiamma
Oh, com' è cara questa mia casetta,
dove la mamma tutto il dì lavora;
dove, la sera, ognun di noi s'affretta
e, nell' essere insieme. si ristora.

giovedì 5 maggio 2011

Dialoghi di primavera



Il bimbo dice:
« Quel vostro nido è piccolo,
rondini come fate?
I vostri figli crescono
e ormai più non ci state! »
Le rondini:
«Ci stiamo, sì! Stringendoci
così tutti vicini;
stanno più caldi e morbidi
i nostri rondinini;
poco posto si tiene,
quando ci si vuoI bene! »


Lina Schwarz


mercoledì 4 maggio 2011

Per Apprendere occorre tempo

 

Il tempo è nelle nostre mani o noi siamo nelle mani del tempo? Il tempo scorre nelle nostre membra o siamo noi inseriti nello scorrere del tempo? Con quale sottile ascolto possiamo andare incontro al tempo e come esso diviene percepibile in noi?
Cosa significa essere al passo con i tempi? Qual' è il tempo per l'accrescimento di una pianta? Per la maturazione organica di un essere umano? Lo scandire del sole e della notte subisce variazioni nel tempo di un anno? e nel tempo di 100 anni?
Osservo il pigmento che penetra nell'acqua lentamente, con movimento a spirale si espande soggetto anche alle variazioni di calore e di pressione, pian piano tutta l'acqua diviene colorata, attendo ancora e l'acqua perde colore e il pigmento si deposita sempre così?
Osservo il volo di farfalla e mi chiedo se posso conoscerla, se solo la vedo in questo tempo limitato dello spazio, il tempo dell'istante e non noto lo scorrere del suo essere come bruco crisalide e cenere.
Processi chiedono di essere conosciuti per poter afferrare l'elemento tempo che a volte appare tiranno a volte è dall'uomo tiranneggiato o al massimo ignorato.
La coscienza del tempo cambia con lo scorrere vitale del tempo dell'umanità.
Processi vivi anche nell'inorganico: guardo a soluzioni diverse, gassose come l'aria che respiriamo, liquide e solide come le leghe metalliche.
Mentre guardo scorre in me il tempo del contadino mosso dalla Natura, dentro la Natura rispettoso del clima e delle variazioni stagionali come dei tempi di maturazione di un seme e successivamente il tempo dell'artigiano rispettoso dei modi e dei tempi di fusione, raffreddamento, condensazione di un metallo, rispettoso della materia con cui opera, che diviene per lui più vicina, plasmabile mentre lui si ritrova essere umano meno soggetto all'ambiente vasto e al suo incedere.
Vedo l'artista operare anche lui con e nella materia, non più asservito a quelle leggi così presenti, ma principalmente in ascolto del suo mondo interiore, del suo tempo interiore che manifesta nelle sue tele, il suo tempo di dedizione alla conoscenza del mondo o solo allo sforzo per la conoscenza di sé.
Mi scorre ora davanti la nostra epoca con il tempo dello scienziato. Lì Il mondo della Natura viene riprodotto in un tempo artificiale soggetto a numero, a peso e misura, ridotto ad ambito presunto, atemporale e aspaziale, asettico, lontano, distante. Ecco lo scienziato ricercare e sperimentare soluzioni alle sue teorie, nella speranza che intuizioni atemporali lo attraversino come comete che si accostano e si allontanano seguendo percorsi ancora inaccessibili alla sua isolata immaginazione.
Come ricomporre in sé il tempo del contadino dell'artigiano e dell'artista e dello scienziato, perché nessuno di questi aspetti sia dimentico dell'altro?
Come queste figure esprimono il percorso di attività nel tempo da accostare allo studente man mano che cresce perché alberghino in lui come esperienze non più scindibili o spezzettate in frammenti di intelletto, ma divengano carne e sangue, facoltà di interiore sicurezza, per essere nel tempo e non del tempo?
Come il bambino apprende?
Ha senso oggi parlare di processualità per l'apprendimento?
Ha senso parlare di ripetitività per l'assimilazione di un apprendimento?
Quali sono gli apprendimenti che possono essere dati ignorando il tempo organico di assimilazione e a che età si può far questo?
Come un bambino apprende a scrivere, a far di conto e a leggere?
Qual'è il valore dello sforzo che compie per addensare una forma che poi diviene codice per selezionare una esperienza e farne una base di appoggio per le successive acquisizioni sullo spazio e sul tempo?
Riguardo ancora le soluzioni che mi parlano della sostanza.
Saper valutare la composizione di una soluzione, la concentrazione rispetto alla quantità, alla massa o al volume di quella sostanza diluita.
Quante volte portiamo incontro al bambino già saturo di immagini e sostanze da digerire, contenuti da apprendere, che non riescono a penetrare fintantoché in quel bambino l'acqua ritorni ad essere limpida?
Sto cercando una porta di accesso di tipo organico che parta dal pensiero pratico che Steiner ci invita a coltivare, partendo nei nostri ragionamenti dai fatti che osserviamo.
Potrei partire da ciò che nel mondo viene valutato come capacità di apprendere:
  • dal riconoscere e definire un problema
  • dal saper trovare un procedimento o più procedimenti per approcciarlo
  • dal saperne fare una rappresentazione definita che contenga chiaramente le definizioni del problema
  • dal formulare le strategie per risolverlo
  • dal conoscere e collocare le nostre reali risorse per attuare la risoluzione
  • dal controllare le soluzioni
  • dal valutarle
Invece mi metto in osservazione del mondo.
Qual'è l'effetto del calore sulla materia? L'argilla può divenire altro e può trasformarsi completamente dopo la cottura.
L'aggancio calore- terra è un aggancio che penetra fino all'osso.
Mi spiego meglio perchè l'immagine di riferimento sia più accessibile.
Il calore agisce sull'argilla ,duttile e sensibile all'acqua tanto da sciogliersi in essa, così poderosamente, che essa diverrà mattone capace di resistere nel tempo alle intemperie a pioggia e gelo.
Così nell'essere umano il calore di una idea può penetrare fin nelle ossa e divenire struttura.
Cosa comporta per l'apprendere questo agganciare l'osso, far penetrare il movimento fin nelle ossa?
Ecco ogni volta che muoviamo l'osso del bambino camminando, o saltando per aiutarlo a ricordare una poesia o per l'apprendimento della conta e delle tabelline, stiamo agendo nella relazione dell'elemento fuoco con l'elemento terra e ciò che ne viene è qualcosa di estremamente duraturo. Si secca e si indurisce, così come si va formando l'immagine di un triangolo o di un ottagono nelle sue simmetrie, descrivendo forme nello spazio con l'incedere dei passi.
Per gli apprendimenti anche l'aggancio terra- acqua è necessario e benefico.
Da dove viene l'osso di seppia con le sue ondine inserite nel carbonato di calcio? O la conchiglia con I suoi ritmi inseriti nell'involucro che ricordano l'andirivieni del mare?
Ecco che il movimento ritmico, ripetuto, regolare, fluido, che va e ritorna, diviene strumento per aiutare il bambino ad apprendere.
Con ciò l'apprendimento è mantenuto in vita.
Ora osserviamo la relazione terra - aria. Le dune plasmate con l'aria si spostano e si muovono soggette alla variazioni del vento, Sì, per apprendere e dar forma, ecco il recitare carico di espressione del maestro, ecco il raccontare facendo fluire l'anima nella parola e ritrovando l'essenza del suono plasmatore. Certi racconti non si scordano se la voce era una carezza o un uragano e non un semplice organo fonatorio sostituibile da un registratore o un video.
Ed ora l'ultima relazione di elementi fuoco-fuoco
E' l'io del maestro che opera perché il bambino apprenda.
E' il suo amore per la sua professione e per ciò che porta incontro ai suoi alunni, l'interesse che lo ha mosso nel preparare la lezione, i sentimenti che albergano in lui circa quei contenuti, che risveglia il fuoco dell'interesse attivo nel bambino, che ricerca, oggi il più delle volte da solo, seguendo la fiammella in sé della curiosità e del conoscere come può e sa fare, se non è troppo distolto dal fare impostogli precocemente dalla vita.
Per apprendere occorre perciò tempo.
Tempo di azione, di ascolto, di osservazione.
Tempo di ripetizione, rafforzamento, consolidamento.
Tempo di riflessione, approfondimento, collegamento.
Tempo di assorbimento, digestione, assimilazione.
Tempo di ricordo, risveglio attivo, memorizzazione.
Tempo di selezione di ciò che può essere trascurato, discernimento, discriminazione.
Tempo di sedimentazione, dimenticare, addormentare le conoscenze.
Tempo di rielaborazione a partire da un nuovo stimolo.
Ma per tutto questo è necessario che il bambino, il ragazzo, venga chiamato in causa in prima persona per l'interesse che il maestro porta incontro alla sua persona.
Ora spostiamo lo sguardo sull'adulto e domandiamoci: è più facile per noi dimenticare o ricordare?
Lasciare un pentolino sul fuoco o destarci nella notte più volte alla ricerca del pentolino sul fuoco che invece troviamo nella credenza?
Cosa è più frequente, uscendo di casa lasciare la chiave nelle toppa, o rovistare per rintracciare la chiave più volte nell'arco di una stessa mattinata?
Questa piccola osservazione ci aiuta a chiederci se siamo più chiamati a sviluppare il ricordo o il dimenticare rispetto alla nostra coscienza.
E facendo questa osservazione vediamo anche il bambino di fronte a noi con la sua qualità unilaterale che può richiederci maggior impegno sul versante memoria o fantasia.
Ripartiamo da lì :Osserviamo i gesti, la memoria dei gesti.
Ecco i gesti abituali, da fermare nel bambino, da scardinare e ricreare da adulto.
Si può dimenticare come si guida o come si cammina e farlo coscientemente?
No, accade e quando accade ci sentiamo disorientati. E' veramente critico vedere un anziano che ha perso gli apprendimenti motori di base, egli può non averne più memoria, pur potendo continuare ad avere coscienza di questo fatto.
La perdita degli apprendimenti motori, salvo fatti traumatici, avviene in un tempo lontanissimo, perché si radica nei primissimi anni di vita, quegli anni che danno forma al nostro agire, sulla cui stabilità si radica la nascita dell'apprendimento del linguaggio e quello della maturazione della facoltà pensante.Sugli apprendimenti motori possiamo far leva con forza per stabilire una solidità di fondo nello sviluppo delle facoltà.
Ecco, riflettiamo tra facoltà e apprendimenti.
La facoltà di camminare è frutto di una serie di tentativi, di sperimentazioni per apprendere a sollevarsi, tenersi in equilibrio, , poggiare, andare in una direzione, etc.
La facoltà è una serie di apprendimenti che si articolano ad un livello più ampio.
La predisposizione alla facoltà di camminare si può sviluppare se al bambino, tenuto in una condizione di vicinanza con l'essere umano a lui affidato e in un ambiente articolato e ricco di possibili esperienze, viene lasciato lo spazio per apprendere.
Perciò cosa occorre? La predisposizione all'apprendimento, lo strumento corporeo idoneo, l'ambiente idoneo, l'uomo affianco con le sue facoltà acquisite e in continua trasformazione e ricerca di miglioramento.
E se affianco al bambino troviamo un maestro che non lavora sul movimento, i cui gesti sono rigidi e impacciati?
Se pur sapendolo si ritira nella testa delle sue convinzioni, come sarà l'esperienza del bambino?
Oggi la fluidità, cioè la capacità di resilienza e di adattabilità che la società chiede all'adulto, ci parla di facoltà che dal fisico si poggiano per divenire capacità animiche e sociali.
Dalle abilità motorie dobbiamo risalire per l'acquisizione di capacità animiche e facoltà morali.
Tutti siamo consapevoli che la parola risente del movimento delle membra. Pensate all'ultimo film di T. Hooper "Il discorso del Re", nel quale questo viene ben evidenziato nel limite della balbuzie e così questa altra grande finestra per la mobilità del pensiero e sicurezza interiore necessita che il maestro agisca coscientemente sul suo parlato, sulla sua parola e lavori per migliorarla nella forza e nella forma.
Se il maestro, mentre lavora per gli apprendimenti dei bambini lavora alla destrutturazione delle sue abitudini, ricreandole coscientemente a partire dai suoi limiti, attraverso l'arte, un passaggio incredibile di sostanza avverrà fra lui e i suoi alunni.
"ll lavoro mio non va innanzi in modo che a me paia meritare e questa è la difficoltà del lavoro e ancora del non essere la mia professione". Con queste parole Michelangelo esprime il suo essere umile di fronte al lavoro che compie e il suo sentirsi inadeguato, quasi un dilettante dell'affresco, lui, che vedeva la sua forza nella scultura di opere in marmo, sarà Colui che imprimerà nella storia un'opera ineguagliabile, come quella della Cappella Sistina.
Questo atteggiamento di essere mai del tutto capace e al tempo stesso desideroso di apprendere, è un buon indicatore del maestro.
Può aiutarlo a dire "non lo so", "ora mi informo, poi ti dico" o "sto imparando, non mi riesce ancora".
Il divenire del mondo è l'attività inosservata del nostro essere.
E' lo Spirito di Cristo trasformante, è lì che noi possiamo connetterci per continuare ad apprendere tutta la vita e facendolo imprimiamo vigore agli esseri che ci sono affidati.
Osserviamo il cervello triarticolato, profondo rettilario antico , mammario limbico, e la neo corteccia.
Osserviamo la maturazione dei diversi organi nel secondo settennio di vita:
  • Sistema nervoso: 7/8 anni
  • Respirazione: 9 anni
  • Respirazione legata ai reni: 10 anni
  • Circolazione cuore: 11 anni
  • Fegato / muscoli: 12 anni
  • Tendini: 13 anni
  • Scheletro: 14 anni
Mentre osserviamo questi dati lasciamoci ispirare nel nostro lavoro di insegnanti, riprendendo contatto con i tempi dello sviluppo dell'essere umano che vanno impressi nel nostro immaginario, così da affinare le nostre lezioni e il nostro piano di studi, in contatto con questo tempo che non varia, anche se guardando al bambino di oggi ci appare che la sua vecchiezza sia precoce e la sua imitazione dell'adulto soffochi nell'infanzia , la generosa creatività che racchiude.
Concludo questo breve scritto volto a provocare riflessioni sulle modalità di insegnamento e di apprendimento con una poesia che è anche un augurio.

Vorrei donarti tempo

Vorrei donarti tempo,
più d'ogni altra cosa tempo
per lasciar scorrere dall'animo gli ingorghi di senso che indeboliscono il tuo respiro.
Vorrei donarti tempo che diviene spazio in una immagine che si allunga e si distende nella tua mente ed il paesaggio che inizialmente stenta a definirsi, si articola e si muove, fra colline boschi e cascatelle, fra suoni di usignoli e cinguettii trillanti, fra criniere di unicorni ingentilite.
Vorrei donarti un tempo che non conosce angoli, ma smussa e va di onda in onda, nello spazio infinito del tuo cuore, vorrei donarti tempo per rintracciare la geometria sottile che è nel mare dentro la madreperla, come nel guscio antico, per osservare le corna di cervo ed i suoi tendini, la sua fierezza e il suo occhio languido.
Vorrei che tu passassi nella via ogni giorno con uno sguardo nuovo, come se fosse la prima volta che vi entri, vorrei veder la Luce nel tuo sguardo rasserenato dal tempo del futuro, entrare in singolar tenzone con la paura che ha radici antiche e ti morde la gola come un furetto messo in un luogo che non gli appartiene.
Manuela de Angelis

CHICCOLINO

Quando si dice la coincidenza....
Sono anni che Nonno Matty recita questa graziosa filastrocca al tempo delle semine e dei raccolti di grano.... e proprio questa sera l'ho trovata nel web....

Sincronicità!




Un giorno un chiccolino
Giocava a nascondino
Nessuno lo cercò
Ed ei si addormentò
Dormì sotto la neve un sonno lungo e greve
Poi infine si svegliò e pianta diventò
La pianta era sottile
Flessibile e gentile
Di chicchi si riempì per il pan di tutti i dì

Chiccolino dove stai
Sotto terra non lo sai
E là sotto non fai nulla
Dormo dentro alla mia culla
Dormi tanto ma perché
Voglio crescere come te
E se tanto crescerai
Chiccolino che farai
Una spiga io sarò tanti chicchi ti darò

Barbara Quadrelli

Volgi il tuo sguardo sui giovani




Preghiera di Giovanni Paolo II Beato -
Madonna Nera della «Chiara Montagna»,
volgi il tuo sguardo materno
ai giovani qui presenti
e a tutti i giovani del mondo,
a chi già crede nel tuo Figlio
e a chi non L 'ha ancora incontrato
sul suo cammino.
Ascolta, o Maria,
le loro aspirazioni,
chiarisci i loro dubbi,
da' vigore ai loro propositi,
fa' che vivano in se stessi
i sentimenti di un vero «spirito da figli»,
per contribuire efficacemente
all'edificazione di un mondo più giusto.
Tu vedi la loro disponibilità,
tu conosci il loro cuore.
Tu sei Madre di tutti!

martedì 3 maggio 2011

La vita

La vita non è un cammino lineare e semplice

su cui possiamo procedere liberamente e senza intoppi,

ma piuttosto un intricato labirinto attraverso il quale

dobbiamo trovare la nostra strada,

spesso smarriti e confusi,

talvolta come imprigionati in un vicolo cieco...


Ma sempre, se abbiamo Fede, si aprirà una porta,

forse non quella che ci saremmo aspettati,

ma certamente quella che si rivelerà la migliore per noi...




IL GRILLO




SON PICCIN, CORNUTO E BRUNO,


ME NE STO FRA L'ERBA E I FIOR,


SOTTO UN GIUNCO, SOTTO UN PRUNO,


LA MIA CASA E' DA SIGNOR!!




NON E' D'ORO, NON D'ARGENTO,


MA ROTONDA E FONDA E'...


TERRA, TETTO E PAVIMENTO,


TENGO ALBERGO COME UN RE!!

Specchio



Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:

un verde più nuovo dell'erba
che il cuore riposa:

il tronco pareva già morto,
piegato sul botro [Sin. fossato].

E tutto mi sa di miracolo;
e sono quell'acqua di nube

che oggi rispecchia nei fossi
più azzurro il suo pezzo di cielo,

quel verde che spacca la scorza
che pure stanotte non c'era.
S. Quasimodo

domenica 1 maggio 2011

I BRAVI SIGNORI

Un signore di Scandicci
buttava le castagne
e mangiava i ricci.

Un suo amico di Lastra a Signa
buttava i pinoli
e mangiava la pigna.

Un suo cugino di Prato
mangiava la carta stagnola
e buttava il cioccolato.

Tanta gente non lo sa
e dunque non se ne cruccia:
la vita la butta via
e mangia soltanto la buccia.

Gianni Rodari

Il pastorello e la luna


"Quando viene la dolce primavera,
tutti i dì va per i prati il pastorello;
alla cascina fa ritorno a sera,
recando in braccio qualche stanco agnello.
Allora l'altra pastorella sale
per l'ampio ciel, con le sue pecorelle.
La luna e il bimbo hanno la sorte uguale:
egli ha la greggia, ed essa ha le sue stelle!
E quando il bimbo dorme tra il suo gregge
la luna, in cielo, veglia e lo protegge."


Lina Schwarz