venerdì 4 maggio 2012

LA TRIBU' IN VISITA A CASTELLAR



Cari amici,


La TRIBU' è lieta di informarvi che abbiamo organizzato la gita "LA TRIBU' IN VISITA A CASTELLAR"
Per domenica 6 maggio 2012.
Il ritrovo è previsto alle ore 10,00 presso il parco giochi di Castellar.
Il pranzo,per ragioni organizzative, sarà a carico dei partecipanti.
Per informazioni contattare
Roberta 338 3778689

Sperando di vedervi numerosi, potete avere informazioni maggiori leggendo l'articolo di TARGATO CN cliccando sul link sotto riportato!



Un abbraccio di Luce  e Allegria, 
LA TRIBU' DELL'ALBERO

martedì 24 aprile 2012

MI DICHIARO VIVO! - CHAMALU





Assaporo ogni momento.
In passato mi preoccupavo se gli altri parlavano male di me; 
allora facevo quello che gli altri volevano, ma la mia coscienza mi disapprovava.
Comunque, nonostante qualunque sforzo facessi per essere sempre educato, qualcuno mi diffamava lo stesso..
Dora in avanti, mi consento di essere quello che sono.
Il vecchio albero mi ha insegnato che siamo tutti uguali.
Sono un guerriero: la mia spada  E'  lamore, il mio scudo E' lumorismo, il mio spazio  E'  la coerenza, il mio testo  E'  la liberTA'.
Perdonatemi, se la mia felicitA'   E' insopportabile, ma non ho scelto il comune buon senso. Preferisco l’immaginazione degli Indios, piena di innocenza.
Forse dobbiamo solo essere tolleranti.
Senza amore niente ha senso, senza amore siamo perduti, senza amore corriamo di nuovo il rischio di camminare dando le spalle alla luce.
Per questa ragione   E'  molto importante che solo lAmore ispiri le nostre azioni..
La forma migliore di progredire   E'  SMETTERE DI CHIEDERSI SE LE NOSTRE AZIONI DISTURBINO IL SONNO DI CHI DORME AL NOSTRO LATO.
Non ha importanza l’arrivo, la strada e la meta sono la stessa cosa.
Non dobbiamo correre in nessun luogo, solo compiere ogni passo in piena coscienza.
Quando siamo  piu'  grandi di quello che facciamo, nulla ci puo' far perdere lequilibrio. Ma quando permettiamo che le cose diventino piu' grandi di noi, il nostro disequilibrio   E'  garantito.
E’ possibile che siamo solo acqua corrente; la strada deve essere fatta da noi.
Comunque, non permettere che il letto schiavizzi il fiume, perche' invece di una strada, otterremo una prigione.
Amo la mia pazzia che mi vaccina contro la stupidit a' .
Amo l’amore che mi immunizza contro l’infelicit a'  che prolifera e infetta le anime e atrofizza i cuori.
Le persone sono tanto abituate all’infelicit a' , che la sensazione di feliciTa' sembra loro estranea. Le persone sono tanto represse, che la tenerezza spontanea le disturba e l’amore ispira loro diffidenza.
La vita   E'  un cantico alla bellezza, un invito alla trasparenza.
Vi chiedo perdono ma.
MI DICHIARO VIVO!!!!!!!!!!

ChaMALU'
Indio Quechua

lunedì 23 aprile 2012





Solo per oggi, e domani ancora…
Alzati presto. Fai un sorriso
Lascia andare i sensi di colpa,
non guardarti indietro.
Fai un piano, credi in te stesso.
Goditi cio’ che sei. Accetta la tua umanità.
Chiedi aiuto, e accetta cio’ che gli altri hanno da darti.
Ringrazia.
Cambia, senza indugio e con coraggio.
Accetta cio’ che non puoi cambiare.
Sii paziente.
Mantieni le promesse, quelle del tuo cuore.
Non indugiare sul passato.
Vivi con amore ogni momento.
Costruisci un domani migliore.
Apri il tuo cuore, esplora la tua anima.
Ricorda, i miracoli accadono.
Sorridi.

Stephen Littleword

martedì 17 aprile 2012

LABORATORIO LA TRIBU' DEGLI SPAVENTAPASSERI


“La tribu’ degli spaventapasseri”
VENERDI’ 6 APRILE 2012
Successo per il laboratorio pre-pasquale sugli spaventapasseri.
Ben 17 bambini fra i 3 ed i 12 anni hanno rallegrato il nostro pomeriggio.
Sono stati preparati 2 manufatti, uno per abbellire i vasi di casa ed un altro per partecipare all’annuale FESTA DEGLI SPAVENTAPASSERI di Castellar (CN).

Il manufatto per casa è stato realizzato con un cucchiaio di legno e cartoncino.

Lo spaventapasseri per la fiera è stato realizzato interamente con materiali riciclati e waterproof.

Occorrente per lo spaventapasseri per la fiera:
Bottiglia di plastica da 1,5l.
Sabbia
Legnetto per braccia
Paglia per capelli
Sacchette di nylon per i vestiti
Spago
Quotidiani
Sacchetto nylon per freezer
Colore acrilico bianco
Colla a caldo

Uno dei nostri papà volontari ha forato le bottiglie per fa passare il bastoncino per le braccia e ha riempito a metà le bottiglie con la sabbia, per dare stabilità.

I bambini hanno costruito una palla con 2 fogli di giornale e l'hanno inserita nel sacchetto di nylon per il freezer. 

La testa "primitiva" è stata legata al collo della bottiglia con lo spago e la rimanenza del nylon attaccata con il nastro adesivo alla bottiglia per dare stabilità.





Poi si è passati alla stesura dell'acrilico bianco su tutta l'intera bottiglia, escludendo le braccia e tutte le bottiglie sono state messe in giardino ad asciugare per i passaggi successivi.


Nel frattempo abbiamo colorato il cucchiaio di legno con acrilico color rosa tenue e abbiamo fatto creare, con delle sagomine,  i vestiti in cartoncino.
Ad asciugatura completata, i bimbi hanno provveduto a decorare il volto del cucchiaio per dare vita al piccolo spaventapasseri da vaso.

PAUSA MERENDA    con "pane e marmellata", "pane olio e sale" e "pane e miele"!



Rientrati dalla pausa abbiamo portato in casa i nostri amici spaventapasseri ed abbiamo cominciato a costruire gli abiti con le sacchette di nylon della spesa e lo spago.

I bambini hanno decorato gli omini con le espressioni e noi mamme abbiamo provveduto ad attaccare "i capelli" di paglia con la colla a caldo.




I 17 spaventapasseri verranno esposti a Castellar (CN) dal 
6 al 13 maggio 2012 compresi.
Siete tutti invitati a venire a vedere il nostro allestimento alla Festa!!

Un abbraccio giocoso
LA TRIBU' DELL'ALBERO! 

GITA AD EXPERIMENTA A MONDOVI'


EXPERIMENTA
“Mi muovo… dunque sono”
Giovedì 5 aprile 2012
Presso il Centro espositivo chiesa di Santo Stefano a Mondovì

Giornata di sole ideale per le gite, gruppo compatto di mamme e bambini, siamo partiti alla volta di EXPERIMENTA.
Siamo stati accolti dagli organizzatori e ci sono state spiegate tutte le attività possibili e le finalità del progetto.
I bambini hanno avuto modo di testare le varie strumentazioni, di giocare, di sfidarsi e anche le mamme non hanno perso occasione per giocare.









Collegato al progetto Experimenta ci è stata data la possibilità di visitare la bellissima mostra di lavori artistici nell’atelier dell’associazione MONDOW, gestita e curata dalla Prof.ssa Marina DARDANELLO.
Il suo entusiasmo per il progetto e per il suo lavoro ci ha piacevolmente colpite!
Nell’atelier l’energia creativa che si respira è magica, tutto è curato nei minimi particolari e ha catturato l’attenzione dei bambini, anche i più piccini.


















Ringraziamo di cuore, gli organizzatori che ci hanno seguiti durante la visita e la Professoressa Dardanello per la passione con la quale ci ha accolti e fatto visitare la mostra.

Ringraziamo anche i bimbi che hanno partecipato alla gita e che con pazienza ed entusiasmo hanno seguito le attività!



martedì 10 aprile 2012

domenica 1 aprile 2012

BUON COMPLEANNO MATTEO!!



E' passato già un anno dalla nostra conoscenza, piccolo grande ometto!
La Tribù dell'Albero è orgogliosa di annoverare bimbi speciali fra i suoi sostenitori!!

Un bacio grande
MammaMi e MammaNa



giovedì 29 marzo 2012

LABORATORIO "LA TRIBU' DEGLI SPAVENTAPASSERI" - 6 aprile 2012


LA TRIBU’ DELL’ALBERO
In collaborazione con
Homeschooling “LA CONCHIGLIA
Organizzano il laboratorio
“La tribu’ degli spaventapasseri”
VENERDI’ 6 APRILE ‘12 DALLE 14 ALLE 18
Ognuno ne realizzerà due. Uno verrà esposto a
LA FESTA DEGLI SPAVENTAPASSERI”
organizzata dal COMUNE DI CASTELLAR (CN)
dal 6 al 13 maggio 2012 compresi.
L’altro potrà decorare il vostro giardino di primavera!!.

Costo del laboratorio 15€ comprensivo di materiale e merenda.
Iscrizioni entro giovedì 5 aprile.
IL LABORATORIO SI SVOLGERA’ PRESSO LA SEDE DELL’ASSOCIAZIONE in Fraz. SAN GRATO – Via P. Garelli, 4. Villanova M.vì
Per iscrizioni e/o informazioni: Nadia   348 3330507
                                       Roberta 338 3778689

VISITA AD EXPERIMENTA A MONDOVI' IL 5 APRILE 2012


La Tribù dell’Albero
In collaborazione con
Homeschooling “la conchiglia”
propongono la visita a
EXPERIMENTA
“Mi muovo… dunque sono”
Giovedì 5 aprile ‘12 
dalle 10 alle 12
Presso il Centro espositivo chiesa di Santo Stefano a Mondovì
L’ADESIONE ANDRA’ COMUNICATA ENTRO MARTEDI’ 3 APRILE MATTINO.

Per aderire all'iniziativa contattare:
Nadia 348 3330507
Roberta 338 3778689

lunedì 19 marzo 2012

TANTI AUGURI AI PAPA'



L’albero generoso
C’era una volta un albero che amava un bambino.
Il bambino veniva a visitarlo tutti i giorni.
Raccoglieva le sue foglie con le quali intrecciava delle corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul suo tronco e dondolava attaccato al suoi rami. Mangiava i suoi frutti e poi, insieme, giocavano a nascondino.
Quando era stanco, il bambino si addormentava all’ombra dell’albero, mentre le fronde gli cantavano la ninna  nanna.
 Il bambino amava l’albero con tutto il suo piccolo cuore. E l’albero era felice.
Ma il tempo passò e il bambino crebbe.
Ora che il bambino era grande, l’albero rimaneva spesso solo.
Un giorno il bambino venne a vedere l’albero e l’albero gli disse:
“Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami, mangia i miei frutti, gioca alla mia ombra e sii felice”.
“Sono troppo grande ormai per arrampicarmi sugli alberi e per giocare”, disse il bambino. “Io voglio comprarmi delle cose e divertirmi. Voglio dei soldi. Puoi darmi dei soldi?”.
“Mi dispiace”, rispose l’albero “ma io non ho dei soldi. Ho solo foglie e frutti. Prendi i miei frutti, bambino mio, e va’ a venderli in città. Così avrai dei soldi e sarai felice”.
Allora il bambino si arrampicò sull’albero, raccolse tutti i frutti e li porto via.
E l’albero fu felice.
Ma il bambino rimase molto tempo senza ritornare… E l’albero divenne triste.
Poi un giorno il bambino tornò; l’albero tremò di gioia e disse:
“Avvicinati, bambino mio, arrampicati sul mio tronco e fai l’altalena con i miei rami e sii felice”.
“Ho troppo da fare e non ho tempo di arrampicarmi sugli alberi”, rispose il bambino. “Voglio una casa che mi ripari”, continuò. “Voglio una moglie e voglio dei bambini, ho dunque bisogno di una casa. Puoi danni una casa?”.
“Io non ho una casa”, disse l’albero. “La mia casa è il bosco, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirti una casa. Allora sarai felice”.
Il bambino tagliò tutti i rami e li portò via per costruirsi una casa. E l’albero fu felice.
Per molto tempo il bambino non venne. Quando ritornò, l’albero era così felice che riusciva a malapena a parlare.
“Avvicinati, bambino mio”, mormorò “vieni a giocare”.
“Sono troppo vecchio e troppo triste per giocare”, disse il bambino.
“Voglio una barca per fuggire lontano di qui. Tu puoi darmi una barca?”.
“Taglia il mio tronco e fatti una barca”, disse l’albero. “Così potrai andartene ed essere felice”.
Allora il bambino tagliò il tronco e si fece una barca per fuggire. E l’albero fu felice… ma non del tutto.
Molto molto tempo dopo, il bambino tornò ancora.
“Mi dispiace, bambino mio”, disse l’albero “ma non resta più niente da donarti… Non ho più frutti”.
“I miei denti sono troppo deboli per dei frutti”, disse il bambino.
“Non ho più rami”, continuò l’albero “non puoi più dondolarti”.
“Sono troppo vecchio per dondolarmi ai rami”, disse il bambino.
“Non ho più il tronco”, disse l’albero. “Non puoi più arrampicarti”.
“Sono troppo stanco per arrampicarmi”, disse il bambino.
“Sono desolato”, sospirò l’albero. “Vorrei tanto donarti qualcosa… ma non ho più niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi rincresce tanto…”.
“Non ho più bisogno di molto, ormai”, disse il bambino. “Solo un posticino tranquillo per sedermi e riposarmi. Mi sento molto stanco”.
“Ebbene”, disse l’albero, raddrizzandosi quanto poteva “ebbene, un vecchio ceppo è quel che ci vuole per sedersi e riposarsi. Avvicinati, bambino mio, siediti. Siediti e riposati”.
Così fece il bambino.
E l’albero fu felice.

Questa sera siediti in un angolo tranquillo e aiuta il tuo cuore a ringraziare tutti gli “alberi” della tua vita.

giovedì 8 marzo 2012

Italia, la dislessia è troppo diffusa per essere vera




Italia, la dislessia è troppo diffusa per essere vera



Denuncia degli specialisti: "La diagnosi facile crea molti disagi e non fa affrontare i problemi"

VALENTINA ARCOVIO
ROMA
Per un bambino in Italia è troppo facile essere etichettato come dislessico. Nel nostro Paese, infatti, un comune disturbo dell’apprendimento viene spesso confuso con diagnosi drastiche che, anziché aiutare i piccoli, possono aumentarne il disagio emotivo.

A lanciare l’allarme è l’Istituto di Ortofonologia (Ido) di Roma in un’indagine presentata oggi a Montecitorio durante la conferenza intitolata «La Scuola dell’obbligo ed i disturbi specifici dell’apprendimento».

I dati parlano da soli: in tutte le scuole elementari del nostro Paese la dislessia viene diagnosticata al 18-20% dei bambini che le frequentano. «Una percentuale troppo alta che non può rispecchiare la realtà», denuncia Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Ido. «Si può invece ipotizzare che solo il 3% di questi bambini sia veramente affetto da dislessia», aggiunge.

Questo significa che ci sono migliaia di bambini che vengono trattati come se soffrissero di una disabilità che invece non hanno. «È come se un medico diagnosticasse il morbillo a un bambino che invece ha la rosolia», sottolinea Bianchi di Castelbianco.

La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi specifici di apprendimento che si manifesta con la difficoltà di imparare la lettura, la scrittura o il calcolo aritmetico nei normali tempi e con i normali metodi di insegnamento. Questa difficoltà si ripercuote sul piccolo paziente causandone un forte disagio emotivo, che finisce per essere considerato un tipico sintomo della malattia e purtroppo sempre più spesso causa di diagnosi errate.

«Così da un lato i bambini si ritrovano dirottati su percorsi alternativi come portatori di una disabilità che non hanno, con oneri economici non sostenibili e totalmente inutili - dice il direttore dell’Ido -. Dall’altro il loro vero problema non solo non verrà affrontato, ma lascerà un vuoto di conoscenze che si ripercuoterà pesantemente sul loro curriculum di studi». Oltre il danno, quindi, la beffa.

Porre rimedio a questa bulimia di diagnosi non è poi così semplice, soprattutto nel contesto sociale in cui i nostri bambini crescono. Spesso da loro ci si aspetta il massimo e, a volte, anche di più. «Se prima - spiega Bianchi di Castelbianco - i bambini avevano due anni di tempo per imparare a scrivere e a leggere, ora ci si aspetta che facciano tutto in tre mesi. I tempi di apprendimento si sono abbreviati e questo li può portare a sentirsi inadeguati di fronte alle pretese degli adulti». Il mancato raggiungimento dell’obiettivo, quindi, finirà inevitabilmente con il creare un disagio emotivo nel bambino. «Sintomo, questo, che può essere confuso come un segnale della dislessia», sottolinea l’esperto. «L’errore - continua - è quello di considerare i bambini più intelligenti di quelli di 20 anni fa solo perché gli stimoli della modernità hanno fatto in modo che i bambini oggi abbiano intuizioni intellettive più alte».

A questo poi va aggiunta la mancanza di strumenti diagnostici oggettivi. La dislessia, infatti, è ancora oggi una patologia su cui si sa molto poco. «Non c’è certezza sulle origini - spiega Castelbianco - e viene diagnosticata con discutibili questionari. È nostro dovere evitare che i bambini paghino le conseguenze di un vuoto».




TRATTO DA :  http://www3.lastampa.it/scuola/sezioni/news/articolo/lstp/434639/